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mensile di informazione, politica, cultura e annunci 
per la nuova zona due di Milano citta'
 

Decentramento:sotto il vestito nulla

 

 

anno 2001

 

Intervista a Giancarlo Aprea, capogruppo Verdi in Zona 2

MartesanaDue - ottobre 2001

 

Intervista a Salvatore Gioia, capogruppo della Margherita in Zona 2

MartesanaDue - luglio 2001

 

Intervista a Luca Lepore, Lega Nord, nuovo presidente del Consiglio di zona 2

MartesanaDue - giugno 2001

 

Intervista a Mario Villa, Ds, nuovo capogruppo di zona 2

MartesanaDue - giugno 2001

 

Un anno di verbali

MartesanaDue - febbraio 2001

 

Riflessioni di Luca Civardi, capogruppo dei democratici

MartesanaDue - gennaio 2001

***

La fragile unita' di una maggioranza del CdZ 

“telecomandata” da Palazzo Marino

L’autonomia e i poteri del Decentramento sono ancora promesse elettorali

 

In questa prima fase e' apparso molto chiaramente che la maggioranza di centro destra del Consiglio di Zona e' “telecomandata” da Palazzo Marino. L’autonomia ed i poteri del Decentramento, promessi piu' di ottocento giorni fa, sono ancora incartati negli “annunci elettorali”. La Casa delle Liberta', nella Zona 2, e' tutt’altro che libera di esaminare progetti e di esprimere pareri sulle procedure e sugli interventi che incidono sulla vita dei cittadini.

 

Ci puo' fare qualche esempio di questo stato di cose?

 

Primo esempio: il Consiglio di Zona non e' ancora stato in grado di prendere visione del progetto di ristrutturazione della biglietteria della Stazione Centrale (nonostante i giornali ne parlino dal febbraio 2001). Il secondo esempio significativo e' quello del parere del Consiglio di Zona sulla variante al Piano regolatore delle aree omogenee B2 della nostra Zona. La richiesta di parere e' pervenuta il 22 agosto alla Zona, ed e' stato esaminato dalla Commissione Urbanistica della Zona il 19 settembre (tre soli giorni prima della scadenza per l’espressione del parere). Su questo parere invito i cittadini a consultare i verbali del Consiglio di Zona del 21 settembre scorso.

 

Quali sono le differenze negli schieramenti tra il vecchio e il nuovo Consiglio di Zona?

 

Nella maggioranza ho percepito segnali di dissenso tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, soprattutto per quel che riguarda la volonta' di governare attraverso il dialogo e il confronto con la minoranza. La comparsa della Lista Civica, della Lista Di Pietro e della Margherita (nata dalla fusione dei Popolari con i Democratici per Prodi) ha aumentato le sfaccettature all’interno della minoranza. Cio' nonostante, la coesione espressa nel dibattito sul parere alla variante del Prg, ha dimostrato che si puo' competere e mettere in difficolta' la fragile unita' espressa dalla Casa delle Liberta'.

 

Quali sono, per i Verdi, i contenuti principali di una seria e costruttiva opposizione?

 

La difesa e il mantenimento dei valori costituzionali (fatte salve eque proposte di modifica delle autonomie regionali) come elemento unificante. Il raggiungimento delle garanzie e delle tutele di interesse pubblico nel capo dell’ambiente, della salute e del diritto civile, come  singola specificita'. 

 

La Margherita e' nata per unire,

superando le contrapposizioni del passato

“Bisogna costruire la casa comune dell’Ulivo”

Sullo scorso numero di MartesanaDue abbiamo intervistato il nuovo presidente Luca Lepore  (Lega Nord) e il leader dell’opposizione, Mario Villa, capogruppo DS. Ora e' il turno della Margherita, la “seconda gamba” dell’Ulivo, che ha aumentato i propri consensi e i propri consiglieri da 3 a 4, mentre i DS hanno cinque consiglieri contro i sei di prima, anche se l’unico eletto della nuova Lista Civica e' l’ex consigliere DS Roberto Romanelli.  Al capogruppo Salvatore Gioia chiediamo in primo luogo se la Margherita compete con i DS per procurarsi il consenso elettorale.

La Margherita e' nata per unire: per noi l’Ulivo non e' una preferenza, e' una necessita', un’esigenza assoluta per vincere e governare. Esiste un elettorato di centrosinistra che non si riconosce nei partiti tradizionali. Prima Prodi e poi Rutelli e la Margherita sono riusciti a dare speranza che con l’Ulivo vincere si puo'. I partiti sono indispensabili per la democrazia, per insegnare i valori dell’antifascismo, per costruire una casa comune che per noi e' l’Ulivo. Occorre lavorare ed essere capaci di stare insieme anche quando, su problemi particolari, le posizioni divergono; se necessario, ognuno rinunci a qualcosa, ognuno collabori con i propri valori, con la forza delle idee e con pari dignita'. Ad esempio e' sbagliato e dannoso attaccare le associazioni ambientaliste favorevoli ad un confronto sulla nuova linea tranviaria a Precotto, la cosiddetta “metrotranvia”.

Negli  ultimi due anni di vita del Consiglio di Zona ci sono state pesanti difficolta' per una politica unitaria dell’opposizione.

Sono completamente d’accordo con cio' che ha dichiarato a MartesanaDue, sul numero scorso, Mario Villa, capogruppo dei DS: “Lavorare alla realizzazione di un’opposizione unitaria, superando le contrapposizioni e le lacerazioni che ci sono state nel passato. Adoperiamoci per un rapporto continuo e corretto con tutte le espressioni della societa' civile, con i comitati e le associazioni”. 

Questi messaggi pieni di buonsenso spesso vengono ignorati, emergono voglia di rivalsa, personalismi, cattivi maestri che su problemi giusti hanno impostato lotte sbagliate e perdenti. Cosi' continueranno le lacerazioni nelle amicizie e nei gruppi. Nessuna formazione politica dovrebbe voler imporre la propria egemonia; non ci dovrebbe essere concorrenza all’interno del Centro Sinistra.

Forse non ci rendiamo conto che abbiamo consegnato l’Italia ad un padrone e alla destra; se tutto va bene saremo all’opposizione per cinque anni, ma se continuiamo a riconsolidare le divisioni, potremmo rischiare un nuovo ventennio.

Quale dovra' essere il futuro del Consiglio di Zona?

Il Consiglio di Zona non puo' essere solo lo “sportello del cittadino”, come vorrebbe il sindaco Albertini. Se vuol fare il Podesta', si faccia dare poteri speciali dal Governo. Ma allora sarebbe chiaro che la democrazia e' stravolta, e credo che tutta l’opposizione e anche una parte della maggioranza non lo permetteranno. Per far ripartire il decentramento il nostro obiettivo e' la Municipalita', ma occorre avviare una serie di iniziative per raggiungere per gradi l’obiettivo. Dobbiamo chiedere con forza alcune cose: una conferenza di tutti i Consigli di Zona; l’istituzione di una Commissione Bilancio e Trasparenza, presieduta dall’opposizione, per controllare il rispetto delle regole; degli spazi a disposizione dei consiglieri con supporti tecnici e amministrativi, il ritorno degli Uffici Tecnici presso i Consigli di Zona; la conoscenza di tutti i documenti di programmazione dell’Amministrazione comunale e i programmi triennali delle opere pubbliche di zona.

Se non conosciamo l’organizzazione e i programmi dell’Amministrazione centrale, le nostre delibere e le nostre proteste non servono a niente. L’opposizione deve portare avanti in Consiglio un suo programma, scegliendo quattro o cinque punti qualificanti, e non correre dietro solo all’ordinaria amministrazione.

L’opposizione ha molto lavoro da fare e, se non si organizza, rischia di arrivare quando le decisioni sono gia' prese. Dobbiamo mettere insieme le forze, creare punti di riferimento unitari per informare i cittadini, imparare a stare insieme nella diversita' e senza pretese di egemonia da parte di nessuno, non solo nel Consiglio di Zona, ma anche nel tessuto sociale, associativo e culturale del territorio. 

 

 

 

Intervista a Mario Villa, nuovo capogruppo DS 

Chiediamo a Mario Villa, candidato presidente del Centro Sinistra alle elezioni di Zona e nuovo capogruppo DS, un bilancio di questi ultimi due anni di vita e attivita' del Consiglio di Zona.

Il giudizio e' nettamente negativo. Questo periodo si era aperto con la promessa di maggiori poteri conferiti dall’Amministrazione comunale alle Circoscrizioni. La promessa non e' stata mantenuta: le circoscrizioni hanno avuto un ruolo marginale e questo ha creato delusione e sfiducia nel Consiglio e negli elettori. A Greco, ad esempio, abbiamo registrato una sfiducia profonda tra le associazioni, i comitati e i cittadini. I problemi veri non sono stati risolti. Per questo abbiamo messo al primo punto del nostro programma la richiesta che, come prevede la legge, le circoscrizioni si trasformino in vere e proprie “municipalita'”, all’interno della nuova “citta' metropolitana”.

Nei due anni trascorsi ci sono stati problemi e difficolta' anche all’interno dell’opposizione di Centro Sinistra e di sinistra e nei rapporti tra una parte dell’opposizione e il mondo delle associazioni e dei comitati. Il fatto che tu, in campagna elettorale, abbia fatto, al Parco Trotter, un discorso apprezzato dalle diverse componenti della scuola, significa che e' finita la “guerra del Trotter” tra la Zona e una scuola?

Il mio impegno piu' importante sara' da oggi quello di lavorare alla ricomposizione dell’area del Centro Sinistra e alla realizzazione di un’opposizione unitaria, superando contrapposizioni e lacerazioni che ci sono state nel passato. Nello stesso tempo dovremo adoperarci per un rapporto continuo e corretto con tutte le espressioni della societa' civile, con i comitati, le associazioni e i gruppi, con tutti gli organismi che, all’interno della zona, operano per “fare comunita'” e che sono una risorsa preziosa e importante anche per l’attivita' del Consiglio di Zona. E’ indispensabile cioe' introdurre il metodo del confronto, dell’ascolto e del rispetto delle differenti posizioni, prima di tutto all’interno dell’Ulivo, ma anche con le componenti morattiane, che hanno avuto un atteggiamento positivo. Dovranno esserci una ripresa del confronto con Rifondazione Comunista e delle verifiche politiche con gli eletti nella lista Di Pietro, che non si e' schierata per il Centro sinistra. Questo e' il mio impegno principale: un dibattito e un confronto seri, e senza personalismi, a partire dai problemi della Zona e delle condizioni di vita dei suoi abitanti vecchi e nuovi, per costruire un’opposizione unitaria e collegata alle diverse espressioni della societa' civile.

 

Intervista a Luca Lepore, Lega Nord, 

nuovo presidente del Consiglio di Zona 2

Luca Lepore, esponente della Lega Nord e' il nuovo presidente del Consiglio di Zona 2. Prende il posto che era stato negli ultimi due anni di Ezio Ampollare che non si e' ricandidato come presidente in questa zona. Lepore e' il nuovo presidente della attuale Zona 2, ma non e' nuovo al ruolo di presidente di circoscrizione. Nel periodo 1996-97 e' stato presidente della ex Zona 2 (Centro direzionale-Greco-Zara) quando le zone erano 20, ai tempi della Giunta Formentini.

Due giorni dopo la sua elezione, avvenuta il 31 maggio, concede a MartesanaDue un’ampia e articolata intervista, della quale possiamo dare qui solo un’estrema sintesi, rimandando a future occasioni l’illustrazione piu' puntuale delle posizioni politiche e del programma del neo presidente.

Il ruolo del Consiglio di Zona: “Il marchio del CdZ dovra' essere il servizio ai cittadini. Perche' questo obiettivo non si trasformi in una serie di progetti irrealizzabili, e' indispensabile che l’Amministrazione comunale predisponga subito i regolamenti e le norme attuative del decentramento territoriale, fornendo al Consiglio di Circoscrizione i poteri, in termini di attribuzioni e deleghe del sindaco, e le risorse finanziarie per operare concretamente”. Lepore appare abbastanza scettico sulla possibilita' di fare della circoscrizione una “municipalita'” nel quadro della nuova “Citta' metropolitana”. Sembra pensare piu' pragmaticamente a un conferimento graduale di poteri gia' previsti dall’attuale regolamento, e aggiunge: “magari poche competenze ma complete, senza sovrapposizioni tra zone e comune”.

C’e' anche un problema di risorse umane? 

“Certamente. A Roma lavorano nelle circoscrizioni due terzi dei dipendenti comunali, a Milano sono solo 180, su oltre 10 mila unita' complessive”.

Nel recente passato le commissioni hanno preso decisioni relativamente importanti?  “Le commissioni, in quanto organi consultivi di zona aperti ad una fattiva partecipazione della cittadinanza, dovranno essere investite di poteri gestionali sulla base di indirizzi espressi dal Consiglio di Circoscrizione. Dovra' anche essere garantita la massima trasparenza degli atti e la  continua e puntuale comunicazione ai cittadini dei lavori del Consiglio”.

Un giudizio sulla composizione del nuovo Consiglio: “C’e' stato un notevole rinnovamento tra i consiglieri di quasi tutti i gruppi, il che probabilmente potra' garantire un buon equilibrio tra l’entusiasmo dei nuovi e l’esperienza di quelli riconfermati”.

I problemi piu' importanti e urgenti della Zona 2: “Nel programma presentato al Consiglio ho posto l’accento in primo luogo sui problemi del traffico e della viabilita', collegati al verde, che deve assicurare spazi da vivere, coinvolgere i cittadini nella manutenzione e ricreare per i bambini il legame tra  verde e divertimento. L’imminente apertura del parco di Cassina de’ Pomm dovra' essere il punto di partenza per la realizzazione del parco lineare della Martesana, alla quale va restituita la sua antica centralita' in questa parte del territorio.

In che termini si pongono i problemi del traffico e della viabilita'? “Le questioni della viabilita' dovranno essere affrontate dal Consiglio di Circoscrizione congiuntamente all’Amministrazione comunale sin dalle fasi preliminari. Fino ad oggi la circoscrizione ha avuto un ruolo marginale. D’ora in poi dovra' avere un ruolo attivo nella predisposizione dei progetti, in rapporto con le istanze dei cittadini”.

Gronda, Metrotranvia e Bretella ferroviaria di Greco sono problemi da considerare chiusi? “No. Per la Metrotranvia e' possibile modificare l’attuale orientamento, anche se al CdZ e' stato impedito di esprimere un parere, il che e' equivalso ad un silenzio-assenso. Vanno valutati gli aspetti tecnici, ad esempio gli studi della MM, i costi e i tempi di realizzazione. Si puo' pensare a un tracciato a raso salvo l’incrocio con viale Monza. Per la Gronda Nord deve ancora arrivare la documentazione, cioe' il progetto esecutivo e definitivo. Si dovranno valutare l’impatto ambientale  e le possibilita' di eventuali modifiche. Anche sulla Bretella di Greco abbiamo bisogno di maggiori informazioni”. Gli altri tre punti prioritari del programma del neo presidente sono i servizi sociali e alla persona (“ci sono strutture da difendere, altre da potenziare, altre ancora da aggiungere”), il commercio e l’artigianato (“bisogna salvaguardare le esigenze dell’utente e dei piccoli commercianti e artigiani”) e, infine la sicurezza, rispetto alla quale il neo presidente parla di “richiesta di un adeguato numero di vigili di quartiere, di collaborazione costante con le forze dell’ordine per concentrarne la presenza nei punti critici della zona, di presidio del territorio nelle zone ad alto rischio, come la Stazione Centrale e il Quartiere Adriano”.

 

 

 

Consiglio di zona: un anno di verbali

 

Abbiamo esaminato i verbali del Consiglio di Zona 2 per il periodo che va dal 1 febbraio al 17 ottobre del 2000. Non e' stato facile reperirli e questo non va a merito della trasparenza. Ma tant’e'.

A merito del Consiglio il tasso di partecipazione: mediamente 32 consiglieri su 41, un tasso di partecipazione che il Parlamento nazionale non vede frequentemente.

 

Pochi aficionados

 

In media ad ogni seduta partecipa inoltre una quindicina di “aficionados” a diverso titolo interessati all’ordine del giorno. Caso a se' la seduta del 29 settembre che vede la partecipazione di circa 300 cittadini.

Ma di cosa si parla in Consiglio di Zona, e quali i risultati delle sessioni?

L’ordine del giorno tipo e' “mostruoso” quanto meno nel senso che e' composto da almeno venti punti. Si direbbe che ben poco lavoro riesca ad essere smistato in Commissioni. Ad esempio la seduta del 15 febbraio spazia dalla proposta di intitolazione di una via alla caduta del “Muro di Berlino” al parere per l’utilizzo da parte di un privato cittadino di una determinata area, per un mese circa, per l’installazione e l’esercizio di un parco di figure gonfiabili. In pratica si vota solamente (ed a larga maggioranza) su alcuni pareri relativi a concessioni edilizie. Frequenti le maldicenze sul Trotter: il 1 febbraio si chiede conto e ragione del costo del palco deliberato dalla Zona per la festa di Natale al Trotter. Ma si discute anche di individuazione di aree per cani ed estensione a Gorla della linea 56. Il 29 si discutono i criteri per l’assegnazione in locazione dell’anfiteatro “Martesana” ad associazione senza scopo di lucro. Il 14 marzo le opposizioni vanno all’attacco sulla ventilata assegnazione a terzi della ex scuola di via Brambilla (fra una gita per anziani ed un torneo di minivolley, finalmente, si direbbe che ci si occupi di politica).

Un anno di verbali

Ma l’attenzione delle opposizioni si accentra anche su questioni relative alla viabilita': lavori in corso un po’ dappertutto, degrado del sottopasso ferroviario di via Padova. Il 16 marzo si discute una mozione sulla assegnazione delle deleghe previste dal regolamento del decentramento territoriale ai consigli di zona (storicamente le sinistre sono per un maggiore decentramento e le destre per tenere saldi al centro i poteri) ma a conti fatti si delibera (anche in questo caso alla unanimita') la acquisizione di una porzione della via Trasimeno e la realizzazione del marciapiede. Il “pubblico” porta alla attenzione del consiglio la questione del Centro di Transito di via Sammartini.

Si convoca (appena un giorno prima del consiglio) la commissione per riesaminare il calendario delle feste di via. Si cerca (si direbbe con scarsi risultati) un miliardo per la ristrutturazione della piscina di via Cambini. Saltiamo al 4 maggio e scopriamo che l’assegnazione del teatro Martesana e' sempre li'. New entry la salvaguardia di una cascina in fondo a via Berra e la sistemazione dei giardini di via Petrocchi e di piazza Massari. Su interventi probabilmente di maggiore respiro (la bretella ferroviaria a Greco) il Comune si limita a chiedere un “parere”. I vecchietti della Lega presentano una mozione sulla tutela del patrimonio culturale e linguistico meneghino. Due settimane dopo ci si pronunzia (ma a condurre il gioco e' sempre il Comune) sulla istituzione di 10 mercati settimanali scoperti (uno dovrebbe essere a Villa San Giovanni).

Rifondazione presenta una mozione sulla ventilata chiusura dell’ambulatorio fisioterapico di via Sant’Elembardo.

 

Questioni di spiccioli

 

Il confronto delle idee e delle posizioni politiche e' perlopiu' mortificato dal fatto che i fondi da potere spostare (ad esempio da una newsletter ai Nomadi, o viceversa) sono spiccioli. Vi risparmiamo qualche mese di frustrazioni e saltiamo al 21 settembre, con il patrocinio alla “festa della vendemmia”, la mozione sulla sicurezza dell’area dei giardini di viale Restelli, la bocciatura di una richiesta di apertura di sala giochi in via Padova. Nella hit parade salgono ai primi posti (posizione nell’ordine del giorno) la “rettifica alla delibera avente in oggetto l’assegnazione in locazione dell’anfiteatro Martesana” e i sempre presenti pareri su concessioni edilizie, mentre la “guerra continua” (conflitti di competenze nella assegnazione degli spazi) scivolano al 18° posto. Fanalino di coda, al 20°, la mozione relativa all’installazione di un mercato rionale coperto in via Sant’Uguzzone. Seduta “calda” quella del 29 settembre, con la presenza di 300 cittadini perlopiu' aderenti al coordinamento contro la Gronda Nord e la Metrotramvia. Sull’argomento (cosi come sulla piscina di via Cambini, la scuola di via Brambilla, il Trotter, ecc.) MartesanaDue e' intervenuta ampiamente.

La settimana successiva un consigliere di maggioranza se la prende con il Trotter e Rifondazione invoca semplicemente la Corte di Giustizia Europea sulle irregolarita' procedurali che concernono i lavori della metrotramvia F.Testi -Bicocca -Precotto. E’ la Babele totale. Ed ancora (5 ottobre) mozione sull’incremento delle aree di sosta per le ambulanze della Croce San Carlo e delibera per la concessione di locali scolastici a titolo gratuito alla Statale ed alla Banca del Tempo Il Girasole.

Chiudiamo con il 17 ottobre (gli estensori dei verbali si direbbe non facciano gli straordinari) con una interrogazione DS sulla situazione di degrado presente in via Finzi e con una scaramuccia procedurale sulla possibilita' o meno di deliberare nelle Commissioni. Non intendiamo fare di tutta l’erba un fascio ma abbiamo cercato, con tutta l’obiettivita' di cui siamo stati capaci, di illustrare la “quotidianita'” del Consiglio di Zona.

 

Niente problemi di grande respiro

 

Le conclusioni sono a nostro avviso nette: incapacita' di esprimere posizioni precise sulle questioni di respiro (dal Centro di Transito alla scuola di via Brambilla, dal Trotter alla Metrotramvia) ed una frustrante attenzione alle questioni minori (piccoli stanziamenti di fondi, feste di via, ecc.) che probabilmente potrebbero essere delegate a Commissioni in un Consiglio di Zona dotato di poteri effettivi. Ma forse le colpe non stanno da una parte sola.

 

 

 

 

e' passato piu' di un anno dall’insediamento dell’attuale consiglio di Zona 2. Ricordo ancora bene le promesse fatte dal Polo circa il ruolo che il CDZ avrebbe assunto nella nuova legislatura. A prescindere dal maquillage operato con la riduzione del numero delle zone, i nuovi confini territoriali ed i nuovi criteri elettorali (che in molti hanno considerato realizzati essenzialmente in modo funzionale alla loro stessa  vittoria), il CDZ non sarebbe piu' stato un semplice (talvolta un po’ inutile ancorche' costoso) organo consultivo. Finalmente, attraverso l’applicazione delle attribuzioni e deleghe previste dal Regolamento Lucchini sul decentramento (una delle non molte cose apprezzabili lasciateci in eredita' dalla Lega) il peso specifico del parlamentino di zona e la sua autonomia decisionale e gestionale sarebbero aumentati fino a renderlo protagonista e primo responsabile in diversi ed importanti ambiti. e' invece amaro constatare sempre piu' che sotto il vestito non c’e' nulla. La cosiddetta municipalita', ruolo che le zone avrebbero dovuto progressivamente assumere, e' rimasta una mera promessa elettorale. Infatti non sono mai stati inseriti nel bilancio comunale i fondi necessari a finanziare il trasferimento di competenze, ne' sono stati realizzati i piani di individuazione delle sedi decentrate e del personale da trasferirVi per svolgere i nuovi servizi attribuiti.

Non solo.    

Per esempio la realizzazione della prima attribuzione promessa gia' un anno fa dall’assessore Del Debbio, in una logica di pur condivisibile progressivita', era la gestione del verde e dell’arredo urbano. Bene, in barba alla coerenza dopo pochi mesi e' stato invece istituito dal comune il sevizio centralizzato Global Service, cioe' gestione del verde cittadino appaltato a privati (potenza del business). Lo stesso Del Debbio ha poi definitivamente gettato la maschera dichiarando pubblicamente di non credere nella municipalita'delle circoscrizioni, sostenendo che le citta' si governano meglio dal centro (gli articoli di giornali sono disponibili per gli increduli). Ritengo molto grave la responsabilita' politica di queste scelte che allontanano ancora una volta i cittadini dalla gestione della cosa pubblica, confinandoli ulteriormente al ruolo di soggetti passivi. E se il disinteresse cresce, la storia anche recente insegna che nel vuoto lasciato dalla partecipazione popolare si incunea spesso l’affarismo degli interessi non sempre cristallini. A fronte della scelta centralista e dirigista della giunta Albertini non si e' peraltro registrato una sufficientemente orgogliosa e concreta presa di posizione da parte della maggioranza di centrodestra in CDZ. Giusto l’approvazione di un paio di mozioni dal tono piu' o meno risentito, orientate a chiedere un confronto a livello centrale sul tema del decentramento inattuato. Fino ad ora solo parole (temo solo di facciata), dal tono eccessivamente cauto, non seguite da azioni politiche incisive; soprattutto parole inascoltate. Ci vogliono invece fatti. Ed i fatti dicono che il centrodestra in zona ha accettato di assumere il ruolo di basso profilo di distributore di quelle poche decine di milioni magnanimamente assegnate da mamma Comune  al CDZ. Si sa, dare soldi a pioggia non ha mai creato nemici o scontentato amici. Che vi siano criteri validi conta poco. L’importante e' che i clienti se ne ricordino quando sara' il momento opportuno. Quando invece il centrodestra, su alcuni temi specifici, si e' schierato in disaccordo rispetto alle posizioni assunte dalla loro stessa maggioranza a Palazzo Marino, i fatti hanno poi dimostrato che il reale obbiettivo era quello di intercettare il disagio e drenare consensi altrimenti disponibili per l’avversario politico.

Un gioco delle parti che in fin dei conti paga anche i partiti a livello cittadino perche’, si sa, fra poco si vota. e' una logica pericolosa, tanto quanto la tentazione di rincorrerla. Facendo quindi tesoro delle esperienze maturate e cercando di evitare di ripetere eventuali errori commessi, ritengo ora piu' che mai necessario che lo schieramento di centrosinistra assuma un ruolo di inequivocabile opposizione, ancorche' non pregiudizievole, alle demagogie ed alle strumentalizzazioni.

Anche quando le proprie ragioni profonde ed intellettualmente oneste non appaiono immediatamente evidenti, e si teme che possano essere incomprese o impopolari.