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stazione centrale 

 

La nuova Stazione Centrale in Consiglio di Zona Due

 

Il 2 luglio scorso il Consiglio di Zona 2 ha finalmente discusso la mozione presentata dall’opposizione sul progetto di ristrutturazione della Stazione Centrale in seguito alla discussione avvenuta in Commissione Territorio nel mese di marzo.

E’ incredibile come un problema così importante per la zona sia stato discusso tre mesi dopo la presentazione del progetto in commissione, ma la maggioranza ha fatto di tutto per rinviare il dibattito sul progetto.

La mozione presentata è stata la seguente.

“Il Consiglio di Zona 2,

·         esaminato il progetto di massima per la ristrutturazione della Stazione Centrale di Milano presentato da Grandi Stazioni alla Sovrintendenza ai Beni Architettonici della Lombardia nell'agosto 2001, ottenuto da questa in copia,

·         esaminato il progetto di sistemazione viabilistica della piazza,

·         visto che è annunciato per il mese di marzo 2002 il bando di gara per i lavori di ristrutturazione,

·         vista la propria competenza per l'impatto socio-ambientale delle modifiche proposte,

·         venuto a conoscenza che è stato presentato in Sovrintendenza un nuovo progetto di massima,

·         approva pienamente le osservazioni della Sovrintendenza relative alla chiusura con vetrate della Galleria delle Carrozze ed alla creazione di soppalchi e balconate nella Galleria delle Carrozze, nel salone biglietteria, nei quattro saloni al piano dei binari e sopra i binari, che violano la maestosità dell'edificio ed hanno solo lo scopo di aumentare la superficie commerciale,

·         ritiene che la fermata dei taxi debba rimanere all'interno della Galleria delle Carrozze per la comodità dei passeggeri e per evitare il forte impatto sulle piazze laterali e sulla loro viabilità delle tettoie proposte,

·         ritiene inaccettabile il forte allungamento del percorso necessario per raggiungere con le scale mobili i binari dalla metropolitana (da 157 a 285 m) e dalle piazze Duca d'Aosta (da 115 a 195 m), Luigi di Savoia e Quattro Novembre (da 115 a 175 m,) che sembra fatto per far percorrere gli spazi commerciali anziché agevolare i pendolari e gli altri passeggeri,

·         chiede in conseguenza il mantenimento delle attuali scale mobili che portano direttamente dal piano terreno al piano dei binari,

·         ritiene incompatibile con le norme del PRG la tipologia degli esercizi commerciali previsti,

·         ritiene che il progetto debba essere valutato dal settore urbanistico per il suo impatto sul territorio e dal settore traffico per l'impatto sulla viabilità esterna senza recepire passivamente le indicazioni di Grandi Stazioni,

·         chiede che i settori competenti coinvolgano pienamente il Consiglio di Zona 2 nella valutazione del progetto e dei suoi futuri sviluppi sull'area dei Magazzini Raccordati,

·         chiede un incontro urgente con i progettisti di Grandi Stazioni presso la Commissione Territorio del Consiglio di Zona 2 per valutare il progetto e le modifiche che saranno apportate in seguito alle osservazioni della Sovrintendenza.”

 

La mozione è stata illustrata da Roberto Romanelli della Lista Moratti e riassumeva le opinioni raccolte nel dibattito in Commissione Territorio.

Il Presidente della Commissione Territorio Giulio Gandolfi si è opposto a qualsiasi dibattito sul progetto prima della sua presentazione ufficiale in Comune ritenendo il Consiglio di Zona una sede inadatta ad affrontare il problema mentre altri consiglieri di maggioranza hanno ritenuto prematuro un giudizio sul progetto prima della sua stesura definitiva.

L’opposizione ha invece espresso un parere negativo sul progetto nella stesura attuale e ha ritenuto giusto che questo parere venisse inviato subito a Grandi Stazioni, prima della stesura del progetto definitivo.

Jonghi Lavarini di AN ha attaccato duramente la mozione criticando chi l’aveva preparata ed ha presentato un emendamento che eliminava tutti i giudizi positivi, mantenendo la richiesta di coinvolgimento del consiglio di zona 2 e l’incontro con i progettisti di Grandi Stazioni.

Il Presidente Lepore si è mostrato piuttosto favorevole alla mozione, ed è parso prendere le distanze dalla posizione negativa di Forza Italia e AN.

Dopo un’interruzione della seduta per valutare l’emendamento di Jonghi l’opposizione lo ha accettato perché non c’erano i voti necessari per approvare la mozione nella sua versione originaria.

Il testo approvato con 24 voti favorevoli ed 1 astenuto è stato quindi il seguente:

“Il Consiglio di Zona 2,

·         esaminato il progetto di massima per la ristrutturazione della Stazione Centrale di Milano presentato da Grandi Stazioni alla Sovrintendenza ai Beni Architettonici della Lombardia nell'agosto 2001, ottenuto da questa in copia,

·         esaminato il progetto di sistemazione viabilistica della piazza,

·         visto che è annunciato per il mese di marzo 2002 il bando di gara per i lavori di ristrutturazione,

·         vista la propria competenza per l'impatto socio-ambientale delle modifiche proposte,

·         venuto a conoscenza che è stato presentato in Sovrintendenza un nuovo progetto di massima,

·         chiede che i settori competenti coinvolgano pienamente il Consiglio di Zona 2 nella valutazione del progetto e dei suoi futuri sviluppi sull'area dei Magazzini Raccordati,

·         chiede un incontro urgente con i progettisti di Grandi Stazioni presso la Commissione Territorio del Consiglio di Zona 2 per valutare il progetto e le modifiche che saranno apportate in seguito alle osservazioni della Sovrintendenza.”

Copia della mozione è stata inviata a Grandi Stazioni che ha promesso al Presidente Lepore di presentare il progetto appena questo sarà definitivo, probabilmente nel mese di ottobre.

Sembra che il progetto sarà esteso ai Magazzini Raccordati e che sarà coinvolto un architetto di Milano per seguire i rapporti con la Sovrintendenza ed il Comune. I progettisti attuali sono di Roma.

In occasione della presentazione del progetto ci dovrebbe essere la possibilità di illustrare ai progettisti tutti i problemi emersi dalla visione del progetto preliminare e di richiedere modifiche.

 

Michele Sacerdoti

MartesanaDue - settembre  2002

 

 

 

Stazione Centrale: un arrembaggio al demanio pubblico 

senza concorrenza 

Un episodio di "depredamento" in nome della redditività commerciale

Un interessante e approfondito dibattito sul "Progetto Grandi Stazioni per la ristrutturazione della Stazione Centrale di Milano" si è svolto il 7 maggio all'Hotel Hilton di via Galvani, organizzato dal Coordinamento Comitati Milanesi e dalla sezione cittadina di Italia Nostra. L'interesse principale del dibattito è consistito nel confronto tra i comitati di cittadini e di esperti, associazioni di tutela del patrimonio artistico-monumentale e i rappresentanti delle categorie imprenditoriali. I rappresentanti della società "Grandi Stazioni", invece, benché invitati, non si sono fatti vivi.

 

Il punto della situazione è stato fatto, in modo assai documentato, dall'architetto Michele Sacerdoti, esponente del Comitato di Difesa della Stazione Centrale, che ha dichiarato che l'intervento della Soprintendenza ha contribuito a migliorare significativamente il progetto preliminare del 2001, accogliendo una parte delle richieste del comitati. Ora, come abbiamo già riferito, la Soprintendenza dovrà valutare il progetto esecutivo. I problemi che restano da risolvere, per evitare che potenti interessi commerciali, (questo è il parere di Sacerdoti) trasformino la stazione in un grande "autogrill", sono quelli della destinazione della cosiddetta "galleria delle carrozze" (nella quale la Soprintendenza ha "cassato" la chiusura con vetrate e la creazione di soppalchi e balconate per spazi commerciali), la necessità di evitare la cacciata dei taxi che il nuovo progetto di massima colloca lungo pensiline esterne antiestetiche e assai più scomode per i viaggiatori. Inoltre il Comitato ritiene inaccettabile il forte allungamento di tutti i percorsi per raggiungere il "piano binari" e chiede il mantenimento delle attuali scale mobili; ritiene incompatibile con le norme di attuazione del PRG la tipologia degli esercizi commerciali previsti. Il comitato, infine, "ritiene che il Consiglio di Zona 2 debba essere il luogo dove progettisti, utenti del trasporto ferroviario, abitanti della zona, albergatori, commercianti si incontrano per portare le rispettive esigenze sul progetto".

 

Il rappresentante di Italia Nostra M. Parini, ha dichiarato che siamo di fronte al tentativo di "portare fuori dall'area della proprietà pubblica beni che sono per definizione pubblici", in nome del principio della redditività commerciale, che Caltagirone ha già applicato a Roma.

 

Carlo Montalbetti, del Coordinamento Comitati Milanesi, di fronte alla prospettiva di fare della stazione un "business district", ha affermato che ci sono potenzialità per una battaglia non solo culturale ma che si riferisce anche ad interessi economici, attraverso un'alleanza che tuteli i cittadini e insieme gli interessi imprenditoriali, riqualificando la zona per attirare investimenti.

 

L'imprenditore L. Beltrami Gadola, dopo aver affermato che Italia Nostra "rappresenta bene gli interessi dei cittadini", ha affermato che siamo di fronte ad un "arrembaggio al demanio pubblico" e ad una "strategia da predoni senza concorrenza", mentre il corrispettivo del "depredamento" è estremamente basso. Noi cittadini, ha aggiunto, siamo "cornuti e mazziati", perché abbiamo pagato già tante volte, con le imposte, il disavanzo delle ferrovie.

 

Anche Dennis Zambon, presidente del Gruppo Terziario Turistico di Assolombarda, ha rivendicato con forza il coinvolgimento degli imprenditori nella definizione del progetto.

 

Angelo Dossena, dirigente dell'associazione dei commercianti di viale Monza, ha parlato di "strumentalizzazione commerciale dei soliti noti" ed ha polemizzato con il disinteresse e l'inefficienza del Consiglio di Zona 2.

 

Giancarlo Aprea, consigliere dei Verdi della Zona 2, ha detto che il Consiglio di Zona deve poter esaminare i progetti e fare le necessarie controdeduzioni. "Il problema - ha aggiunto - è stato del tutto ignorato dalla maggioranza di Centro Destra del Consiglio di Zona, che rifiuta di assumersi ogni responsabilità". Sono necessari - ha aggiunto Aprea - un bando di concorso per il progetto e la partecipazione dei cittadini, ed ha proposto un "Consiglio straordinario" su questo tema.

 

Gianni Bazzan

MartesanaDue - maggio  2002