MartesanaDUE - febbraio 2004  n. 60

 

In questo numero

 

 

Quartiere Adriano: sempre peggio

 

Il Brecht non si arrende...

 

Il Trotter contro la riforma Moratti

 

Le decisioni del Forum delle scuole del milanese. 

www.retescuole.net

 

A Palazzo Marino per difendere il tempo pieno

 

Sicurezza e manutenzione delle scuole

 

Milano ti voglio bene però…

 

20 MARZO  2004

Manifestazione mondiale 

per la pace

 

Progetto libertario

Flores Magon in Chiapas

Biologico in Martesana - gruppo d’acquisto e conoscenze varie

Campagna del volontariato Volomondo 2004

 

SPECIALE VIALE MONZA

 

Le rubriche

 

Filo diretto dal Parlamento

con il senatore Antonio Pizzinato

 

Arte e quartieri

 

Lettere alla redazione

 

Un libro al mese

 

Un film al mese

 

Le ricette del Tempio d'oro

 

Frammenti di umanità suburbana

 

Alla scoperta della qualità

 

Biologico in Martesana

 

Son atto a rimirar... rubrica d'arte

 

Fuori a cena

 

Gli annunci  e le opportunita'

 

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MartesanaDUE

mensile di informazione, 

cultura e annunci della zona due

di Milano citta'

 

Editore

Comedit 2000

 

Direttore 

Paolo Pinardi

 

Redazione

Gianni Bazzan, 

Mattia Cappello,

Adele Delponte,

Ferdy Scala,

Luciana Vanzetti,

Aurelio Volpe

 

Red. e pubblicita'

Via delle Leghe, 5

20127 Milano

Tel. 02/28.22.415

Fax 02/28.22.423

martesanadue@ilponte.it

 

Reg. Trib. MI

n. 616 settembre 99

 

 

 

Quartiere Adriano: sempre peggio

 

E’ l’ennesimo fatto tragico che si aggiunge ad altri che, più o meno violenti, scandiscono la vita quotidiana di molti immigrati regolari e clandestini a Milano: l’uccisione  di un giovane romeno di 26 anni avvenuta nella notte di sabato 24 gennaio scorso nell’area dell’ex fabbrica Magneti Marelli dove alloggiano in edifici cadenti, tuguri e baracche nuclei familiari di stranieri dell’est europeo (romeni,polacchi,ucraini…).

È una vergogna per Milano non sapere o non volere accogliere nella legalità e con servizi adeguati le persone immigrate.

Sul fronte della politica del territorio, emerge l’incuria, mista alla frenesia di voler trarre il massimo profitto con la speculazione edilizia e cementizia.

E così, da circa un quindicennio, una superficie di circa 341.000 mq (ricca di grande storia e  di manufatti di archeologia industriale) aspetta di essere bonificata, riqualificata e valorizzata. Nell’attesa, la situazione del quartiere peggiora. All’espansione abitativa non corrisponde la realizzazione di servizi necessari ed essenziali (scuola media, centro socio-sanitario, negozi, spazi sportivi e culturali ecc.). Non si migliorano né i trasporti pubblici né la viabilità di quartiere. Si insiste maniacalmente su grandi arterie autostradali come la Gronda Nord, che – oltre a sconvolgere ed inquinare l’assetto urbanistico ed ambientale del quartiere – peggiorerebbe la stessa mobilità.

Non si interviene per valorizzare il verde disponibile , e creare il più volte promesso “Parco Adriano” all’interno del progetto del più vasto “Parco della Media Valle del Lambro”. Si costruisce (e si cementifica pesantemente), ma non si programma alcun intervento mirato a delocalizzare alcune fabbriche nocive e a cambiare la destinazione d’uso di alcune aree adibite ad attività improprie o addirittura dannose per la salute pubblica, nel cuore residenziale del quartiere.

Mentre si vive vicino alla tangenziale est e all’inceneritore di Sesto San Giovanni, e a ridosso di molte linee elettriche di alta tensione, si costruisce una mega-antenna per la telefonia mobile  attaccata agli edifici scolastici della Materna e dell’Elementare.

Il centro urbano di Crescenzago (antico comune annesso a Milano,come altri, nella seconda metà degli Anni Venti del ‘900)- che comprende i nuovi quartieri di Adriano e Gobba, si estende tra  le Vie Ponte Nuovo, Palmanova, Padova, e confina con Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Vimodrone- potrebbe diventare una vera e propria municipalità nella prospettiva di riforma del governo metropolitano di Milano.

Dotato di notevoli beni ambientali e storici (Chiesa Rossa,Martesana, Ville, Cascine, Verde, Aree dismesse…), Crescenzago possiede tutte le potenzialità per svilupparsi in modo adeguato e sostenibile, qualitativamente ed esteticamente.

Nei prossimi numeri del giornale continueremo ad occuparcene, approfondiremo e entreremo nel vivo dei diversi problemi fondamentali di questo grande territorio della Zona due.

Giuseppe Natale

 

    

Il Brecht non si arrende

Si potrebbe scherzarci su, se per gli amici del Bertolt Brecht la situazione non fosse seria: i Ds di Milano hanno aperto la campagna elettorale (a giugno si vota per il rinnovo dell’Amministrazione Provinciale) sui temi della cultura e delle periferie mettendo in strada uno dei più importanti spazi culturali  della città, che da quarant’anni svolge un ruolo importante in particolare per il nord Milano. La sede storica del circolo culturale B. Brecht di via Padova  61 (conquistata dalla decima Brigata Garibaldi nel 1945) ha subito lo sfratto da parte dei Ds, tramite la loro società immobiliare, e nei prossimi giorni dovrà lasciare per sempre questo spazio.

La motivazione dello sfratto è dovuta al trasferimento della sede provinciale Ds da via Volturno, ormai troppo grande per un partito che ha meno del 20% degli iscritti che aveva il Pci quando fu sciolto, che ha chiuso almeno una cinquantina di sezioni su ottanta che aveva il Pci in città e che soprattutto non avendo quattrini per pagare l’affitto del posto in cui è stato per quarant’anni e avendo pensato bene di acquistare una nuova sede in fondo a viale Monza ha la necessità di realizzare liquidità e quindi vende via Padova che sarà poi rasa al suolo per costruire una vero e proprio palazzo molto più grande.

Evidentemente per i Ds è sufficiente come luogo di cultura “riformista” per eccellenza la Casa di piazza San Babila, in pieno centro. Alle periferie ci pensino le istituzioni pubbliche e, se non lo fanno, giù critiche alla destra  rozza e ignorante.

Per fortuna nella sinistra milanese vi sono tanti altri esempi che vanno nella direzione opposta: a cominciare dai ragazzi dei tanti centri sociali, sopratutto nella nostra zona e per finire alla bellissima esperienza   del movimento cooperativo in corso a Niguarda con il Teatro della Cooperativa di Renato Sarti.

Dispiaciuto ma sempre battagliero Giulio Cuzzi, presidente e fondatore del Bertolt Brecht e della locale sezione Anpi:  “speriamo che le istituzioni non cii abbandonino, e che il Comune trovi una nuova sede per il circolo, perché la città necessita di spazi culturali come il nostro”.

Anna Rodolfi, animatrice del Brecht, sostiene che il circolo non è disposto a sospendere la propria attività, anche se senza sede, ed ha già chiesto al Comune di Milano di organizzare per il prossimo 21 marzo una iniziativa con mostre di pittura, scultura e reading di poesia, iniziativa già sperimentata con successo in occasione delle “domeniche a piedi”.

I cittadini che ritengono utile (e persino doveroso), non lasciare che spariscano i luoghi dove la cultura si fa e si mette a disposizione di tutti, possono firmare la petizione  on-line all’indirizzo www.associazioni.milano.it/bertoltbrech.

Infine diamo un’altra notizia ai nostri lettori. Anche la nostra sede di via delle Leghe è di proprietà dei Ds. Da oltre 10 anni (dopo la chiusura della storica sezione Ghirotti) vi hanno svolto un’intensa attività culturale diverse associazioni: dal Gramsci di Laura Conti e Mario Spinella, alla Convenzione per l’alternativa di Carlo Cuomo, Edgardo Bonalumi e Milvia Dotti fino alla nostra casa editrice con le sue riviste, le collane dei libri e la stessa libreria ilponte.it grazie all’impegno di Lella Bellina, Luigi Luesenti, Paolo Pinardi e tanti altri. Ebbene, quando nelle scorse settimane abbiamo informato gli amici del Brecht sulla possibilità di utilizzare un nostro spazio ancora da ristrutturare, sebbene piccolo per le esigenze del circolo, immediatamente sono circolate voci non particolarmente incoraggianti sul destino dellla nostra sede già venduta o quasi o data in garanzia  non sappiamo di cosa: un atteggiamento sibillino  e silenzioso ma perseverante, come potete notare. Probabilmente da qui alla scadenza nel 2005 del nostro contratto d’affitto, con i relativi diritti sia in caso di rinnovo che di vendita, ne vedremo delle belle. Terremo informati voi e l’intera città.

 

 

 

 

Il Trotter contro la riforma Moratti

 

Al Trotter é stata approvata una mozione condivisa all’unanimità il 28 gennaio 04 dall'Assemblea dei genitori dell'Istituto Comprensivo "Casa del Sole-Rinaldi" sul Decreto Legislativo relativo alla riforma scolastica voluta dal Ministro Moratti.

La mozione è stata indirizzata al ministro stesso, al CdZ 2, al dirigente dell’ufficio regionale scolastico Dutto, alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil Scuola, nonché alla stampa.

 

“L'Assemblea dei genitori riunitasi il 28 gennaio 2004, per analizzare le conseguenze dell'applicazione del decreto legislativo in oggetto, esprime totale dissenso su tale provvedimento e preoccupazione per il decadimento complessivo della scuola pubblica che ne deriva.

In particolare, non condivide:

1. Il metodo, perché è assolutamente inaccettabile che si voglia avviare il nuovo modello di scuola senza alcuna consultazione degli insegnanti e dei genitori in merito alle strutture, al tempo scuola, alla definizione dei curricola e programmi (al contrario di quello che si è detto negli spot ministeriali);

2. L'abolizione del Tempo Pieno alla scuola elementare e del Tempo Prolungato alla scuola media: esperienze positive e consolidate da decenni, modelli didattico-pedagogici che hanno determinato la qualità del tempo scuola e non solo la quantità;

3. La riduzione dello stesso orario "normale", sia alla scuola elementare (dove si passa da 30 ore del Tempo Modulare a 27) sia alla Scuola Media (dalle 30 attuali a 27 ore settimanali);

4. La riduzione dell'età di ingresso dei bambini nella Scuola dell'Infanzia e nella Primaria, perché produrrà un abbassamento dell'offerta formativa; in particolare nella scuola dell'infanzia questo provocherebbe anche uno sconvolgimento delle condizioni organizzative, dei tempi, dei modi, delle risorse, con il rischio di non poter soddisfare i bisogni emotivi, affettivi, relazionali e cognitivi tipici delle rispettive età del bambino, riducendo tale scuola ad una funzione puramente assistenziale;

5. L'istituzione della figura del TUTOR, che sarà l'unico responsabile del gruppo classe nelle elementari,  confina i colleghi alla cura di discipline di contorno e di non precisati laboratori, mentre per la scuola media non vengono ancora date indicazioni chiare sui suoi compiti e sugli spazi in cui deve operare. Poiché il docente TUTOR sarà l'unico titolare dei rapporti con i genitori, il compilatore della valutazione del "portfolio delle competenze", è minata la collegialità della valutazione, sono minacciati i compiti del Consiglio di classe. L'effetto di questo cambiamento sarà inoltre la gerarchizzazione degli insegnanti, gran parte del corpo docente sarà sostanzialmente privato di ogni responsabilità educativa e didattica nei confronti delle famiglie.

6. La pesante riduzione degli organici: il calcolo sarà effettuato senza tenere conto delle classi a Tempo Pieno, Modulare e Prolungato. Questa frettolosa applicazione del Decreto provocherà, in tutte le classi elementari, una destrutturazione dell'organizzazione attuale, con un cambiamento certo degli insegnanti di riferimento e con effetti deleteri soprattutto sugli alunni che, nelle affermazioni di principio del Ministro, dovrebbero essere al centro dell'attività educativa”.

Conseguentemente a quanto deciso, nel pomeriggio di giovedì 5 si è tenuto una manifestazione contro la riforma Moratti che ha abbracciato le scuole del Parco trotter coinvolgendo moltissimi alunni, genitori e insegnanti (vedi foto).  Il giorno dopo alla fine delle lezioni è stata effettuata una occupazione simbolica delle strutture scolastiche attendendo insieme l’imbrunire con l’accensione di lumini.