MartesanaDUE - maggio 2005  n. 73

 

In questo numero

 

 

In pericolo il verde in  zona

 

La mozione approvata dal Consiglio di Zona Due il 19 aprile 2005

 

Ripristino dell’Ufficio Controllo del Verde Privato

 

Grandi Stazioni?

 

La Resistenza e la scuola

 

Gli Harlem Globetrotters a Milano

 

Il teatro della Memoria

 

Il Sudafrica oggi

 Centro territoriale permanente di via Russo: una risorsa per stranieri e non

 

 

SPECIALE VIALE MONZA

 

Le rubriche

 

Filo diretto dal Parlamento

con il senatore Antonio Pizzinato

 

Lettere alla redazione

 

Un libro al mese

 

Un film al mese

 

Alla (ri)scoperta dei sensi

 

Frammenti di umanità suburbana

 

Biologico in Martesana

 

Son atto a rimirar... rubrica d'arte

 

Fuori a cena

 

Gli annunci  e le opportunita'

 

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MartesanaDUE

mensile di informazione, 

cultura e annunci della zona due

di Milano citta'

 

Editore

Comedit 2000

 

Direttore 

Paolo Pinardi

 

Redazione

Gianni Bazzan

Mattia Cappello

Paola D'Alessandro

Adele Delponte

Antonio Gradia

Luca Gualtieri

Giuseppe Natale

Aurelio Volpe

 

Red. e pubblicita'

Via delle Leghe, 5

20127 Milano

Tel. 02/28.22.415

Fax 02/28.22.423

martesanadue@ilponte.it

 

Reg. Trib. MI

n. 616 settembre 99

 

 

 

Pasteur visto dal cielo

Giovedì 19 maggio h.21 - libreria il ponte.it - via delle Leghe, 5

  Nicoletta Vallorani presenterà il suo libro “Visto dal cielo”

 ambientato in Pasteur e via limitrofe

Einaudi edizioni

 

A Pasteur, Milano, verso le fine di dicembre, una camionetta blu compariva e scompariva a  vanvera come una balena bianca nell’oceano di Nantucker. Le macchine scorrevano chiatte sul   fiume di Viale Monza.”…

“Tutti si sono dimenticati dei ragazzi morti, a parte i loro amici di Pasteur.

Per il resto del mondo, nel gioco delle figurine delle vittime, valgono pochi punti…

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Dublino oltre Joyce: due serate sull’Irlanda

 

Lunedì 23 aprile h. 21 - Dublino

Martedì 24 aprile h. 21 - La letteratura irlandese

a cura di Alberto Battaglia

Diapositive, musiche

e letture

 

info: libreria ilponte.it via delle leghe 5 - MI

tel. 022822415

 

In pericolo il verde in zona

 

La Regione Lombardia e la Guardia di Finanza,  proprietarie delle due aree sono disinteressate - per il momento - alle proteste degli abitanti.

 

Sembrerebbe assurdo, ma purtoppo è la verità.

Nella nostra zona, come del resto nell’intera città, il verde è abbastanza raro: se escludiamo quello lungo il naviglio Martesana, ne rimane ben poco.

Tra quel poco ci sono queste due aree a verde che nonostante proteste, raccolte di firme, serate musicali e partite di calcio, le due proprietà pubbliche vogliono eliminare non avendo nessuna intenzione di rivedere, per il momento, le loro intenzioni di costruirci sopra.

Il bosco di via Gioia/via Galvani occupa una superficie di oltre 10.000 mq, con 200 piante d'alto fusto (magnolia, faggio, platano, leccio, tiglio, carpino, olmo, abete, quercia rossa, cedro...) fra cui spiccano esemplari di 50, 60, 70 anni. La Regione Lombardia, in accordo con il Comune di Milano, ha in programma di radere al suolo il bosco per fare posto agli edifici nel Nuovo Polo Regionale. Il Comitato sorto appositamente ha lanciato una petizione che chiede di risparmiarlo e trasformarlo in verde pubblico, così come previsto dal Piano Regolatore fino al 2000.

La raccolta delle firme per salvare il bosco è cominciata il 9 aprile e in pochi giorni ha contato 10.447 firmatari.

Queste prime firme sono state presentate alla Regione Lombardia, al Comune e alla Provincia di Milano, a cui verrà chiesto di pronunciarsi in tempi rapidi sulle richieste contenute nella petizione. Nel frattempo la raccolta di firme non si interrompe; aggiornamenti e ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del comitato:

www.boscodigioia.it.

Unico segnale di vita, per modo di dire, è stata la dichiarazione di Paolo Caputo (uno dei progettisti del Nuovo Polo Regionale insieme con lo studio newyorkese Pei, Cobb e Fredd) :

“Siamo disponibili a salvaguardare gli alberi spostandoli e ripiantandoli all’interno delle aree previste”.

Immediata la risposta dal Camper di via Galvani 34, dove si raccolgono le firme: “siamo disponibili a salvaguardare i mattoni degli edifici previsti, spostandoli e mettendoli all’interno di aree previste da noi. Dubitiamo tuttavia che l’inserimento dei mattoni in tali aree sia gradito ai sigg. Caputo, Pei, Cobb e Fredd”.

Anche per quanto riguarda l’area Tarabella - Padova - Anacreonte (di cui MartesanaDue ha già scritto nei mesi scorsi), da trentaquattro anni in uso alla parrocchia di San Giovanni Crisostomo, la situazione è paradossale. 

La Guardia di Finanza vuole costruirci una sua caserma con palazzine e magazzino e alla sensata osservazione “ma perché proprio questo unico spazio verde a disposizione degli abitanti di via Padova e non una delle tante aree dismesse”? le Fiamme gialle hanno risposto che altrimenti dovrebbero pagare una penale alla ditta a cui sono stati appaltati i lavori; risparmiamo i commenti  anche in questo caso.

Tant’è che Don Piero Cecchi e i suoi parrocchiani, il comitato sorto, la Polisportiva e il senatore Verde Cortiana stanno prendendo in considerazione la possibilità di fare una colletta per far fronte alla penale, se non ci sarà l’intervento di qualche istituzione pubblica, come buon senso vorrebbe.

                                                                 

 

 

    

Grandi Stazioni?

 

Grandi Stazioni ha aggiudicato l’appalto per le opere interne della Stazione Centrale di Milano alla ATI Rizzani de Eccher ed altri per 104 milioni di euro, con uno sconto del 15% rispetto all’importo della gara.

Dato che i lavori dovrebbero iniziare a fine maggio mi auguro che Grandi Stazioni possa ascoltare il nostro appello. Altrimenti saremo costretti a presentare insieme a Italia Nostra un ricorso al Consiglio di Stato contro la delibera del CIPE per apportare al progetto le modifiche da noi richieste.

 

Michele Sacerdoti

 

Sul sito www.stazionecentrale.org gli aggiornamenti e gli articoli pubblicati.

 

APPELLO A GRANDI STAZIONI PER LA REVISIONE DEL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DELLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO

 

I sottoscritti, in nome della conservazione della Stazione Centrale di Milano, una delle più belle del mondo, e della tutela del diritto dei viaggiatori a raggiungere in modo agevole i treni, i mezzi pubblici ed i taxi, rivolgono un appello a Grandi Stazioni perché, in sede di progetto esecutivo, venga modificato il progetto di recupero e adeguamento funzionale della Stazione Centrale di Milano e delle opere complementari.

Il CIPE, nella sua delibera del 14 marzo 2003, ha richiesto che il progetto esecutivo delle opere interne e il progetto definitivo delle opere complementari si adegui a determinate prescrizioni richieste dalla Soprintendenza, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano ed altri enti.

La Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano ha richiesto in una serie di lettere a Grandi Stazioni numerose modifiche al progetto definitivo e al progetto esecutivo di conservazione e restauro recentemente presentato il 27/7/2004.

Chiediamo che queste prescrizioni e richieste siano puntualmente rispettate.

In particolare chiediamo che siano apportate le seguenti modifiche al progetto:

• rimozione delle rampe mobili di accesso alla metropolitana dalla Galleria delle Carrozze “in modo da garantire la conservazione dell’immagine della continuità del vecchio sito stradale” (prescrizione del CIPE) e consentire il mantenimento della fermata dei taxi nella Galleria delle Carrozze, anche in previsione della adozione da parte dei taxi di tecnologie più pulite (elettrica, a gas) (…).

• conseguente eliminazione delle pensiline esterne per i taxi nelle piazze laterali,

• eliminazione dei soppalchi nei saloni monumentali al piano dei treni in modo da salvaguardare i dipinti di Marcello Nizzoli nella sala d’aspetto e le decorazioni e specchi delle altre sale, nel rispetto della prescrizione del CIPE (…)

• riduzione dei soppalchi nelle biglietterie laterali al piano terreno, decorate su soffitti e pilastri, nel rispetto della prescrizione precedente,

• ripristino delle decorazioni della sala ristorante, oggi nascoste sotto il perlinato degli anni cinquanta (prescrizione del CIPE ),

• mantenimento degli atri di accesso ai saloni monumentali che conservano decorazioni d’epoca (prescrizione del CIPE ),

• contenimento dei soppalchi affacciati sui treni nell’ambito delle gallerie laterali, lasciando totalmente sgombero il prospetto della galleria centrale nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza del 29/3/2002 ed eliminazione della aperture realizzate nelle pareti laterali sopra i bovindi,

• mantenimento del transito dei passeggeri e delle scale mobili nell’attuale salone biglietterie nel rispetto della prescrizione del CIPE,

• riapertura delle finestre alle due estremità della galleria di testa per consentire l’affaccio originario sulle piazze laterali e l’entrata della luce nel rispetto della delibera del CIPE sulla conservazione e restauro,

• mantenimento degli arredi originali nella sala d’aspetto e recupero degli arredi delle altre sale nel rispetto della lettera della Soprintendenza del 21/7/2004.

 

Rivolgiamo questo appello anche agli azionisti pubblici e privati di Grandi Stazioni e lo inviamo in copia al Ministero dei Trasporti, alla Soprintendenza ed alla stampa. Lo estenderemo ai vincitori dei bandi di gara in corso appena questi saranno aggiudicati.

 

Siamo pronti ad incontrarci con i responsabili e progettisti di Grandi Stazioni per chiarire le nostre richieste.

Siamo fiduciosi che Grandi Stazioni accoglierà il nostro appello, rendendo inutili ulteriori azioni legali in sede amministrativa e accelerando così l’esecuzione degli interventi.

 

 

La Resistenza e la scuola

 

C’è chi afferma che parlare della Resistenza a scuola sia un gesto retorico, che viene fatto per malinteso senso civico e non coinvolge i giovani. C’è chi afferma che la stessa celebrazione della Liberazione dovrebbe essere messa in soffitta in nome di un’opportuna pacificazione fondata sulla dimenticanza. Altri ancora sostengono che a sessant’anni di distanza ogni distinzione tra chi ha combattuto per la libertà e chi ha sostenuto la tirannia non abbia più senso.

Chiunque si fosse affacciato all’Aula Magna del Liceo Carducci nel pomeriggio del 27 aprile avrebbe avuto un’immediata smentita di tutte queste valutazioni: lì infatti studenti che nel corso di tutto l’anno hanno svolto un accurato lavoro di ricerca d’archivio e altri che hanno realizzato interviste a reduci e partigiani combattenti stavano esponendo il risultato del loro lavoro a una platea attenta e partecipe.

Il Convegno “Il Carducci nella guerra e nella Resistenza”, progettato e realizzato dalle professoresse Maria Teresa Cazzaniga e Patrizia Pozzi e dal prof. Vincenzo Viola, ha avuto sicuramente un grande successo.

Introdotto da una lucida relazione del prof. Alberto Cavaglion, ricercatore dell’Istituto storico della Resistenza di Torino, ha vissuto momenti di grande intensità culturale ed emotiva al momento degli interventi di Salvatore Capitano, fratello del ragazzo Enzo, lo studente del Carducci deportato dai nazifascisti e morto a Mauthausen, e di Giovanna Massariello, figlia di Maria Arata, insegnante del Liceo deportata a Ravensbruck e tornata, dopo mesi di detenzione, a insegnare scienze a partire dal 1 ottobre 1945. Importanti sul piano scientifico sono state le comunicazioni di Riccardo Bottoni, dell’Insmli di Milano, e di Luigi Borgomaneri, dell’Istituto per la storia dell’età contemporanea di Sesto S. Giovanni.

La ricerca del gruppo di lavoro formato da studenti di diverse classi (cui il 25 aprile il presidente della Provincia di Milano aveva consegnato una targa e medaglie in riconoscimento dell’impegno culturale e antifascista della scuola) non si è limitata ad aspetti relativi al Carducci, ma ha prodotto risultati molto interessanti riguardanti tutta l’area che da P.le Loreto va da un lato alla zona industriale di Sesto S. Giovanni e dall’altro ai quartieri popolari milanesi dell’Isola e di Niguarda. Le comunicazioni svolte durante il Convegno hanno evidenziato che comincia ad assumere consistenza un archivio di testimonianze orali preziose (nei prossimi mesi, dopo i necessari lavori di trascrizione e di completamento si cercherà di produrre a una pubblicazione) e che sono state messe a fuoco alcune vicende storiche finora poco conosciute o in parte dimenticate, come quella che ha riguardato il bombardamento della scuola di Precotto lo stesso mattino del 20 ottobre 1944 in cui si è compiuta la tragedia della scuola di Gorla. Gli studenti e tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di riflettere che la memoria della Resistenza e della Liberazione è il presente che si interroga, che acquisisce attraverso la propria riflessione la capacità di leggere il mondo, di darsi valori per il presente e di progettare un futuro degno di essere vissuto.