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mensile di informazione, politica, cultura e annunci 
per la nuova zona due di Milano citta'
 

Uno sguardo sulla città

 

 

Comune di Milano: dieci numeri da ricordare

 

• 1800 milioni di Euro di liquidità (in forte aumento)

• Investimenti: programmati per 1000, realizzati per 250

• - 10% (le entrate reali del Comune in

5 anni)

• + 40% (le spese reali per i Settori negli ultimi 5 anni)

• 4% il contributo di proventi da occupazione suolo pubblico (pubblicità) e oneri di urbanizzazione alle entrate totali

• 102 milioni di Euro (le contravvenzioni nel 2002)

• - 94% (differenza fra previsione/consuntivo 2001 sulle entrate da condono edili-zio)

• 23.000 occupati (25.000 nel 1990)

• 1 pagina (su 550) di informazione sul Decentramento

 

Le priorità del Comune: Biblioteca Europea, Stazione Centrale, Città della Moda, Gronda Nord…

 

Città Metropolitana… il nuovo Godot

 

Fra il 1999 ed il 2001 (ultimo anno per il quale è disponibile un bilancio consuntivo) il Comune di Milano ha incrementato la propria liquidità di ben 200 milioni di Euro, portandola alla elevatissima cifra di 1800 milioni di Euro.

Il bilancio appare solido ed in equilibrio (le attività superano di larga misura le pas-sività, l’indebitamento è modesto) eppure… il Comune continua a sbagliare i propri preconsuntivi sistematicamente sopravvalutando le entrate e la propria capacità di in-vestimento. Una amministrazione coraggiosa potrebbe approfittare delle attuali condizioni di mercato per finanziare con un programma straordinario di indebitamento nell’ordine dei 500 milioni di euro un piano casa e/o altre iniziative ritenute prioritarie ed invece preferisce gestire un indegno balletto sulla composizione del consiglio di amministrazione della Serravalle… perché?

 

Le entrate correnti: “deboli con i forti”

 

Dal lato delle entrate, queste nel 2001 sono state di ben 150 milioni di Euro inferiori rispetto a quanto veniva preventivato (rispettivamente 1710 e 1859 milioni di Euro). Ci si aspettava un parziale recupero dell’evasione ICI e della tassa sui rifiuti, questo recupero non c’è stato (ed è impossibile se non si rafforza l’organico di chi a tale re-cupero dovrebbe essere preposto).

Ci si aspettava un mostruoso incremento dei proventi dalle contravvenzioni ma que-sto c’è stato solo in parte (e per il 2002 la previsione è di contravvenzioni per 102 milioni di euro, contro i 59 del 2001).

Ci si aspettava (o semplicemente si sperava) un incremento dei dividendi delle so-cietà controllate, ma in particolare Sea continua a viaggiare in cattive acque, sia per l’incertezza sugli sviluppi Malpensa/Linate, che per le avventure argentine.

Ma lo scandalo vero e proprio è costituito dalla inezia (17 milioni di Euro, e sareb-bero stati pochi anche i 32 preventivati) degli introiti da occupazioni di suolo pub-blico con spazi pubblicitari.

Così come bassi sono gli introiti per gli oneri di urbanizzazione.

Le spese correnti: “asfaltatura selvaggia”

 

Dal lato della spesa corrente, la crescita risulta elevata (6% in media negli ultimi an-ni) ma le regole della attuale Finanziaria non permetterebbero per il 2002 di registra-re praticamente nessun aumento (meno dell’1%).

L’incremento delle spese correnti negli anni passati è stato regolarmente superiore rispetto a quanto preventivato ad inizio anno e, si badi bene, solo per le spese cor-renti, non per gli investimenti.

Le spese correnti crescono in parte perché si sono erogati maggiori servizi (soprat-tutto per la assistenza agli anziani, e di questo non ci lamenteremo) in parte perché le esternalizzazioni (dalla refezione nelle scuole al mantenimento del verde pubblico) si sono perlopiù rivelate soluzioni più costose rispetto alla gestione autonoma.

Ma a ben guardare dove le spese lievitano maggiormente sono nell’incremento for-sennato e dissennato delle spese per piccoli lavori pubblici (pedonalizzazioni, asfal-tature).

 Ma si badi bene solo per le piccole spese: gli investimenti, invece, languono.

 

Gli investimenti: “fra il dire ed il fare”

 

“Teoricamente” il Comune di Milano potrebbe indebitarsi per qualcosa come 7 mi-liardi di Euro mentre l’indebitamento effettivo, tra mutui ed altri debiti, è circa la metà.

In presenza di una situazione patrimoniale salda, una buona capacità di autofinan-ziamento e tassi di interesse contenuti, ci si potrebbe aspettare che il Comune dia un po’ di propellente alla crescita economica e sociale della città tramite la leva dell’indebitamento.

Ma è vero esattamente il contrario: negli anni passati l’indebitamento è diminuito per effetto di dismissioni (AEM in primo luogo) e le uniche grandi opere finanziate sono state finanziate con i soldi dello Stato.

Per il 2001 il Comune aveva programmato investimenti nell’ordine di 1000 milioni di Euro e ne ha realizzati per meno di 250: un amministratore delegato di una azien-da che sbagli del 400% l’ordine di grandezza degli investimenti da realizzare nel corso dell’anno sarebbe licenziato in tronco!

Ma l’intero impianto della politica degli investimenti si basava sulla prvatizzazione di SEA (che non c’è stata). Gli investimenti effettuati sono stati più o meno pagati dalle privatizzazioni di Farmacie e Centrale del Latte (altre scelte discutibili), mentre le entrate da condono edilizio si sono rivelate sovravalutate del 90% (6 milioni di entrate effettive, oltre 100 milioni di entrate attese).

E il 2002 presumibilmente mostrerà un eguale, fantastico baratro fra cifre immagi-nate (investimenti preventivati per 1600 milioni di Euro) e consuntivi.

Già, perché pur essendo una “azienda” da migliaia di miliardi di fatturato (in lire) il Comune non presenta dei conti mensili o almeno trimestrali, per cui per sapere come è andato il 2002 dovremo aspettare metà 2003 (NdA: ora sono disponibili, ed hanno ulteriormente confermato una divaricazione fra entrate ed uscite correnti, ed una paurosa differenza fra investimenti programmati e realizzati).

Peraltro un massiccio aumento di spesa per investimenti richiederebbe fra le altre co-se un investimento nelle risorse umane dell’ufficio tecnico del Comune, le cui capa-cità progettuali e di controllo sono stimate nell’ordine dei 400 milioni di Euro di progetti/anno.

 

Fra promesse e realtà: un invito ad una gestione maggiormente partecipata

 

Una amministrazione nata all’insegna del federalismo e dell’aziendalismo è schiava della amministrazione statale e non sa fare i conti. Debole con i forti (non persegue gli evasori, non fa pagare l’occupazione di suolo pubblico ai pubblicitari, vuole ri-durre l’Ici che è già oggi la più bassa in Italia) e timida nelle proprie scelte di lungo periodo (1600 milioni di Euro di liquidità… l’AEM venduta per mettere i soldi sotto il cuscino.

Ma a ben vedere le colpe non sono tutte da una parte. Se ipotizziamo per un attimo che una amministrazione efficiente ritocchi un po’ verso l’alto le entrate, ritocchi un po’ verso il basso le spese correnti (formalmente vi sarebbe un internal auditing, ma non ci risulta lavori molto) e sia un po’ più propensa all’indebitamento… si libererebbero maggiori risorse per gli investimenti (in trasporti pubblici, in una nuova politica per la casa, per la cultura, per l’accoglienza) ma…siamo poi sicuri che su queste tematiche l’opposizione in consiglio comunale abbia le stesse idee in merito?

Senza volere togliere nulla alle resposabilità di chi si trova in maggioranza alla guida del Comune (chiunque si trovi in maggioranza) vi sono degli obblighi minimi di partecipazione e trasparenza che andrebbero rispettati. Dall’offrire cifre più detta-gliate sugli interventi e con maggiore frequenza, al prevedere momenti di confronto anche locale (tramite i consigli di zona,o quant’altro).

Le scelte attuali vanno in direzione opposta, dal progetto semiclandestino di ristrutturazione della Scala ai poteri straordinari attribuiti al sindaco nel campo dei tra-sporti (consentono fra l’altro, e qui siamo all’incredibile, di avviare lavori anche in pendenza della copertura finanziaria).

E non dimentichiamo mai di avere un occhio agli “ordini di grandezza delle cifre”: investimenti per 1600 milioni di euro all’anno (così come preannunziato per il 2002) vorrebbero dire grosso modo 4mila euro per famiglia… forse vale la pena di con-trollarli un po’ più spesso di una volta per ogni legislazione.

 

Il bilancio di assestamento del 2002

 

Il bilancio di assestamento presentato a Palazzo Marino non presenta “incredibili” differenze rispetto alle previsioni (e ci mancherebbe) ma è sempre interessante esaminare le linee di tendenza.

Dove si è speso di più è nella prima e nella nona ”funzione” del bilancio comunale, vale a dire le funzioni generali di amministrazione e controllo da una parte, nei ser-vizi sociali dall’altra.

Entrambi i capitoli concorrono alle maggiori spese per circa 14 milioni. Un po’ col-pisce che la macchina comunale investa su stessa quanto sui trasferimenti verso l’ esterno, ma tant’é.

La maggiore spesa per servizi sociali (parliamo di cifre aggiuntive sul preventivato, non di cifre totali, vale la pena parlarne appunto come indicatori di tendenze) va in relativamente modesta parte sui nidi (4 milioni) e per lo più in “trasferimenti alla persona”.

Per la funzione di amministrazione e controllo, il grosso della maggiore spesa (quasi 10 milioni) sta in maggiori spese di gestione dei beni demaniali e patrimoniali, ma si registra anche un milione (due miliardi di vecchie lire) di spese del personale di più. Dove si risparmia è sulle spese del personale per l’anagrafe e per i servizi fiscali. Come dire, se avete l’impressione che il Comune sia sempre più solerte a ripavi-mentare tutto il ripavimentabile e forse meno solerte a riscuotere le proprie entrate tributarie…..la vostra impressione è corretta. Ad esempio, è stata osservata di recente la mancata riscossione di imposte per occupazione di suolo pubblico per almeno due milioni di Euro.

Ancora, senza volere stressare più di tanto il paragone, la cifra spesa in più rispetto al preventivato per la polizia (2,5 milioni fra polizia municipale, commerciale ed amministrativa) è grosso modo pari alla cifra spesa, però questa in meno rispetto alle previsioni (2,4 milioni) per le materne e per le competenze municipali per la scuola dell’obbligo.

Ma forse sbagliamo ad attirare l’attenzione sulle “tendenze”  e a non denunciare, al posto delle pagliuzze, le travi nell’occhio.

Richiedere prioritariamente 250 milioni per realizzare a Porta Vittoria la Biblioteca Europea, al posto (ma è solo un esempio) del raddoppio del canale scolmatore del Seveso (quello che dovrebbe risolvere i disagi nella zona di Niguarda) è una scelta.

Investire 80 milioni per la “nuova” Stazione Centrale senza un concorso pubblico, anche a prescindere dal progetto stesso (peraltro molto discutibile) fa inorridire.

E che l’emergenza prenda le forme, secondo i casi, della possibile chiusura di Arese o dell’acqua alta a tre chilometri dalla Madonnina, l’amministrazione d’un tratto perde la propria voglia di protagonismo.

 

Decentramento e qualità della informazione

 

Vengono messe a disposizione dei lettori 150 pagine di relazione e 420 pagine di al-legati. Chi ha la pazienza di leggere anche gli allegati saprà (a puro titolo esemplifi-cativo) i dettagli sulla ricerca dei nuovi parcheggi, il numero di multe date dagli au-siliari della strada (400 mila), il numero di ospiti al centro di via Sammartini, etc.Un certo risalto (almeno una decina di pagine) alla implementazione del sito Internet, le newsletter online, le indagini di “customer satisfaction”, etc.

Come dire, un certo sforzo di comunicazione, magari un po’ patinata e glissante quando conviene, ma comunque un notevole sforzo (un plauso per i funzionari).

Ed il Decentramento? Una pagina (una di numero). Sapevamo che non contavano nulla, ma insomma…una pagina su (150 + 400) 550 pagine.Aspettiamo un segnale di amor proprio da parte degli interessati, di maggioranza e di opposizione.

 

Aurelio Volpe - da ilponte della Lombardia n. 67 ottobre 2003

 

 

 

Brevi da Milano

 

ATM investe in…

ATM assomiglia più ad un fondo di investimento che ad una azienda di trasporti: 370 milioni di euro di liquidità (compresi 10 milioni “buttati dalla finestra” in Cirio bond) investiti nei mercati finanziari.

I gestori di ATM dichiarano anche, candidamente, il loro portafoglio ideale: 30% in titoli di Stato ed il resto in corporate bond. Ma ATM non dovrebbe investire i suoi soldi in tram e autobus?

 

ProgettoinComune.it

È oramai operativo il sito web dei gruppi consiliari di opposizione www.progettoincomune.it

Obiettivo dichiarato, rendere più pragmatica, veloce, interattiva, trasparente la comunicazione tra istituzioni e cittadini. Accedere ai gruppi di discussione, inviare contributi è facile (basta richiedere una password).

Attualmente in rete: la mozione anti-condono ed un invito ad un osservatorio comunale sull’abusivismo (aperto alle associazioni ambientaliste e del territorio), una mozione per maggiori fondi per gli anziani (da sottrarre al budget “Moda”), ed ancora via Triboniano, medici scolastici, etc.

 

KLM-AirFrance: le conseguenze per Milano

Fusione fatta fra la olandese KLM ed AirFrance, si aspetta ora di capire se Alitalia farà parte della squadra. La questione è non da poco per la sopravvivenza della nostra compagnia di bandiera e per lo sviluppo del polo aeroportuale milanese.

Ma Linate (8 milioni di passeggeri annui) e Malpensa (17 milioni) fanno insieme lo stesso traffico di un medio hub quale Fiumicino (25 milioni di passeggeri annui),e molto meno rispetto agli scali di Amsterdam o Parigi.La questione non si risolve in modo volontaristico (tipo “chiudiamo Linate…tutti i voli a Malpensa” almeno sino a quando i collegamenti stradali e ferroviari con Malpensa non saranno di qualità.

Terza Marcia per

i Diritti dei Bambini

e dei Ragazzi

Viene promossa da Arci Ragazzi e si terrà il 17 Novembre, con concentramento alle 14.00 in piazza Duomo. Sono previste animazioni, laboratori, una kermesse con i piccoli acrobati della scuola del Circo, i breakers con le loro evoluzioni, la capoeira.Partenza alle 15.00 per poi continuare la festa al Castello Sforzesco. Alle 16.30 alla sala Viscontea i ragazzi della scuola media “Casa del Sole” conducono una conferenza pubblica sui diritti ed i progetti di solidarietà internazionale, in collaborazione con Emergency.

 

A.V. - da MartesanaDue - ottobre 2003

 

 

 

 

Milano in crisi

 

 Parlare di Milano agli inizi di questo ultimo scorcio del 2003 presenta qualche difficoltà.

In parte queste coincidono con lo stato della città: è in corso una crisi economica (nazionale ed internazionale) mediaticamente negata sino a quando ciò è stato minimamente possibile, e di fronte a questa crisi  Milano non è certo un isola felice.

Le cronache locali sono piene di inchieste sulle manifestazioni evidenti di questa crisi (il  carovita, nelle molteplici sfaccettature dal caro-scuola al caro-panino, passando dal caro-mattone, ma anche le politiche per la casa e i costi della città per gli studenti fuori sede)  inchieste tutte giuste e interessanti ma che forse perdono un po di vista la dimensione prospettica. In fondo è stato il Comune ad avviare il caro-Euro (mille e rotti lire: un euro!) con l’aumento del prezzo dell’autobus.

In parte le resistenze a scrivere dipendono da una perplessità generale sugli orientamenti della città: il sito del Comune di Milano (peraltro molto ben fatto, e che da settembre contiene una importante sezione sulla attività delle Zone del decentramento) è pieno di informazioni su “intenzioni” di cose da fare, e piuttosto povero di informazioni sulle realizzazioni.

Il Comune si appresta a varare un nuovo bilancio annuale fatto di tagli ai servizi e si rifiuta, per motivi solo ideologici, di considerare la possibilità di maggiori entrate fiscali (progressive ed in qualche modo mirate) per fare fronte alle necessità più generali.

Così come sono idelogici  i regali alla sanità privata ed agli studenti dei vari San Carlo e Gonzaga.

Perplessità quindi a parlare di Milano, come se le cose che contano accadessero tutte altrove.

 

Milano, luglio e agosto

 

Ma di Milano in fondo parla l’Economist (31 luglio) quando rivolge sette domande al premier Berlusconi, che spaziano dalla contabilità del Milan alle stranezze fiscali dell’acquisto di Villa Macherio, per non parlare di milanesissime realtà quali Mondadori e Fininvest.

A Milano ci riporta la grazia per Sofri, richiesta da mezzo mondo, accettata (con doverosi distinguo) dal presidente Ciampi come dalla vedova Calabresi . Ci riporta a piazza Fontana e ad alcune delle pagine più buie, e più significative, della storia  milanese e nazionale degli ultiòi cinquanta anni.

Milano è anche la capitale dell’ informazione ed allora dovremmo interessarci ai nuovi assetti del Corriere della Sera (che ha cambiato il direttore), alla evoluzione del decentramento degli uffici RAI, agli investimenti del polo fieristico, che rimane il principale servizio di qualità internazionale offerto alla industria locale.

Tremonti propone i dazi alle esportazioni cinesi (a proposito di balzelli...in fondo aveva cominciato Albertini con il ticket sulle auto in entrata) mentre le sfide internazionali si giocano sul campo della formazione, della ricerca, della tecnologia da una parte, della politica e della solidarietà dall’altra.

Di balzello in balzello e di caro-panino e di caro-panino....ricordiamoci che Milano ha già conosciuto la sua rivolta del pane!

 

Milano, primavera 2004

 

Se non altro per noia, è possibile che le prossime elezioni (provinciali ed europee fra non tanto, comunali successivamente) registrino nuovi orientamenti dell’elettorato milanese.

E’ forse è un bene che si torni a decidere sul Comune dopo essersi occupati di Provincia e di Europa.

Di Provincia: i negozi di corso Buenos Aires vendono merci prodotte a Meda o Lissone e progettati a San Babila o a Sesto San Giovanni, chi espone in Fiera arriva a Malpensa.Per non parlare della relazione fra rete dei trasporti (ferroviaria, autostradale) ed ambiente, fra rete dei trasporti e competitività dei prodotti.

Europa....gli studenti fuori sede, le colf rumene, sono visti solamente come occasioni di profitto, come affittuari di monocamera  a prezzi fantasiosi. L’ammirazione per gli Stati Uniti in molti sembra cessare di fronte proprio alla multietnicità, ai Nobel in Fisica nati in Cina e cresciuti in California, agli stati del  sud dove lo spagnolo va sostituendo l’inglese come prima lingua.

Ma qualsiasi compagine dovrà governare il comune o la provincia di Milano in un prossimo futuro dovrà annunciare di meno e fare di più, avere programmi di ampio respiro e guardare poco il proprio ombelico.

 

A.V. - da MartesanaDue - settembre 2003

 

 

Milano (Italia)

12 marzo 2003

Da ieri sera le opposizioni di Palazzo Marino stanno facendo ostruzionismo. Nel mirino la delibera che, modificando due articoli dello Statuto comunale, dà al sindaco il potere di vendere quote di società comunali. Non vi tedio con il mio intervento in aula, ma venti righe veloci possono servirvi.

Albertini, con dietro il gregge della maggioranza, tenta di realizzare il suo sogno: la riduzione del consiglio comunale ad assemblea di condominio. Una, due riunioni l’anno,  non di più, nella stanzetta presa in affitto dalla parrocchia. Inizio alle nove di sera, conto dei millesimi, due ore di concitata discussione sulla signora del quinto piano che innaffia i fiori fuori orario, lettura veloce del bilancio e poi a mezzanotte tutti a casa.
Noi non condividiamo questo abbruttimento istituzionale. Per noi il Consiglio comunale  rimane l'agorà, il centro della vita politica milanese.
Albertini è dunque un grande dittatore? No, non esageriamo. Non c’è grandezza, di questi tempi, neanche al Comune di Milano. E’ un piccolo Peron, uno dei tanti "peroncini" che sono ai vertici di comuni, province, regioni, appartenenti sia al centro-destra sia al centro-sinistra. Persone per lo più prive di formazione  politica, che vengono ubriacati dall’elezione diretta e che si trasformano in podestà, sceriffi, governatori. Albertini sembra più umile di altri, si limita a dichiararsi amministratore di condominio ma nella sostanza è anche lui un governante "faccio tutto io". Il suo carattere lo aiuta: più è solo, più è contento.
A Milano, ma credo in tutta Italia, si stanno raccogliendo i frutti della cultura politica degli anni novanta, caratterizzata in forma eccessiva da decisionismo/verticalizzazione/personalizzazione. La politica moderna pretende decisioni e decidere è tagliare  senza perdere tempo con il dibattito. Le scelte vanno assunte in ambiti sempre più ristretti e in stanze sempre più segrete.  Al comando, uno solo, il leader, costantemente pompato dai giornali amici. Nonostante le grandi mobilitazioni di piazza di quest'ultimo anno, ho la sensazione che si stia regredendo,  a tutti i livelli, verso l’antica concezione piramidale del potere, con un "faraone" che opera secondo dinamiche squisitamente gerarchiche. Ma la democrazia è proprio il superamento della piramide, è il tempio greco: non una ma tante colonne che sorreggono la costruzione. La civiltà democratica è pluralità di poteri. E' un sindaco che smette di pensarsi autosufficiente e un consiglio che ritrova la dignità perduta.
Per riaffermare con forza questa convinzione,  le prossime sere faremo migliaia di emendamenti, interventi fiume, qualche numero da circo. Ogni tanto, dai vostri comodi letti, pensateci lì, a tirar tardi sui banchi scomodi di Palazzo Marino.
 

16 marzo 2003

Altro che assemblea di condominio! Giovedì notte Palazzo Marino si è trasformato nel set di un film d'azione. Il clou alla 1.25 quando Tonino Di Pietro - presente come eurodeputato - si è gettato, con una mossa alla Bud Spencer,  sulla cassaforte, contenente il plico degli emendamenti al bilancio, per difenderla dall'assalto del malintenzionato presidente del consiglio comunale.

Er pasticciaccio è raccontato in dettaglio sulle pagine nazionali e milanesi dei giornali di oggi.  In estrema sintesi: la maggioranza ha fatto un falso (ovvero ha presentato emendamenti in bianco) per tentare la truffa ai danni dell'opposizione (il loro obiettivo era di completarli dopo aver letto i nostri per "ammazzarceli"). In più, per tutta la sera, hanno continuato a dichiarare il falso ("tutto è regolare, basta con la cultura del sospetto").
Siccome l'astuzia non può essere illimitata, ci è sembrato doveroso sottrarci all'inganno.
E adesso?
Se la commedia, già mediocre, diventa anche squallida, converrebbe calare il sipario. Ma con tutta probabilità  il bilancio verrà approvato, nonostante il nostro ostinato ostruzionismo, e il consiglio comunale non verrà sciolto.  Comunque  "la notte dell'imbroglio" , che è l'ultimo episodio di una lunga serie di scorrettezze regolamentari e di stile, è la conferma definitiva che il personale politico del centrodestra  non ha nè la moralità nè la competenza necessarie per guidare la città.  Hanno cotenne da pachiderma e rifilano patacche.  Noi di centrosinistra, pur con tutti i nostri limiti, siamo decisamente meglio.
Fatelo sapere in giro e, se appena potete,  venite in Piazza della Scala lunedì 17 marzo prossimo alle 17.

_____________________

Giovanni Colombo
Presidente della Rosa Bianca
Consigliere comunale di Milano - indipendente Ds

 

La difesa del diritto alla sanità e il problema della democrazia 

a Palazzo Marino 

Sandro Antoniazzi - MartesanaDue - febbraio 2003

 

 

 

 

Bilancio 2002: le spese di settore a Milano ed in zona due

 

Si incrementano del 6,4% (da 688 a 732 milioni di Euro) le spese  di settore del comune di Milano nel bilancio di previsione relativo all’anno 2002.

Dopo la spesa per il personale (sono circa 20mila i dipendenti del comune, la piu' grande azienda in citta') e prima della spesa per mutui, le spese di settore costituiscono una delle tre principali componenti  della spesa corrente del Comune (sugli investimenti si apre un capitolo a parte).

Suddivise in 14 settori, i maggiori capitoli di spesa corrente sono costituiti dalla direzione sociosanitaria (184 milioni di Euro), la direzione tecnica (115 milioni di Euro, circa 220 miliardi di lire) e l’educazione (99 milioni di Euro).

Dove cresce la spesa del comune? se prendiamo i 14 settori nel loro complesso, la parte del leone e' fatta da “Gare e contratti” (+21%), “Polizia municipale” (+63%, da 23 a 38 milioni di Euro) e “Risorse umane ed organizzazione” (+15%....alla faccia delle strutture leggere....).

Dove diminuisce? Nella educazione per ben 3 milioni di Euro (-3%) ed almeno in termini relativi, con un modesto incremento del 2%, su cultura, sport e tempo libero.

 

Meno pasti, piu' multe

 

Qualche dettaglio: triplicano le spese per notificare le multe (da 9 a 23 milioni di Euro di spese postali per il settore polizia municipale) e tanto per stare tranquilli raddoppiano le spese per assicurazioni sulla responsabilita' civile.Diminuisce la spesa assistenziale per anziani (ma a onor del vero si parte da cifre di tutto rispetto) ed aumenta per gli adulti in difficolta' (le cifre erano basse...insomma per la direzione socio sanitaria la coperta e' corta e viene tirata da tutte le parti).

Dieci miliardi di lire in meno per la refezione scolastica (da 55 a 49 milioni di Euro), meno soldi per le piscine....ma come nel 2001 si tornano a spendere nel 2002 circa due miliardi di lire per promozione della immagine turistica della citta' (ne ha bisogno).

Un dettaglio forse non trascurabile: la spesa integralmente controllata dal comune di Milano cresce del 4% mentre triplicano le spese finanziate da altri enti (dalla Regione alla UE alla Cariplo, in particolare “Milano Lavoro” e servizi assistenziali) e le spese per servizi gestiti da privati (in particolare nella scuola materna).

 

Ed il decentramento?

 

Ed il decentramento? i fondi stanziati ammontano a circa 15 milioni di Euro per tutte e nove le zone (appena il 2% delle complessive spese settoriali).Per la zona 2 si tratta di meno di 2 miliardi e mezzo di lire, di cui circa il 50% per anziani e argent de poche per attivita' culturali e sponsorizzazioni.

 

 Aurelio Volpe - da MartesanaDue, febbraio 2002

 

Il condominio Milano è in crisi... e la grande Milano?

La crisi dei trasporti e' uno degli aspetti piu' evidenti  dello stato di malessere cittadino. Vi insistono aspetti finanziari, progettuali ed organizzativi, ambientali e di stili di vita.

 

Il costo del sistema dei trasporti

 

Nell’arco degli ultimi quindici anni Milano ha assunto annualmente una media  di 370 miliardi annui di mutui per il sistema dei trasporti. 

La parte maggiore (oltre 200 miliardi annui) e' costituita  da mutui per la rete metropolitana, seguono 80 miliardi all’annuo, sempre in media, per il Passante ferroviario, 70 miliardi per l’ATM, una quindicina  di miliardi all’anno per il sistema dei parcheggi.

Nell’arco degli ultimi tre anni la media e' scesa (270 miliardi)….

I trasporti incidono in  media il 60% sull’indebitamento del  Comune.

 

Trasporti e crisi finanziaria

 

Dal 1990 ad oggi l’impegno finanziario dello Stato  a sostegno  del bilancio del Comune di Milano si e' ridotto da 1742 miliardi a 812 miliardi.

A fronte di tale riduzione (vogliamo il federalismo? Allora pedaliamo) il Comune avrebbe dovuto incrementare le proprie entrate tributarie (ICI, addizionale Irpef) oppure massimizzare le entrate dalle proprie partecipazioni  societarie (AEM, Sea, etc) o ridurre i costi correnti (i dipendenti del Comune stanno in effetti diminendo ma il costo del lavoro in assoluto aumenta in quanto si taglia nei servizi – operatori con qualifiche e costi intermedi – mentre sta aumentando il numero di quadri direttivi) o ancora ridurre i propri investimenti ma rendendoli maggiormente selettivi ( si e' invece scelto di fare tanti buchi per terra per mostrare che non si stava mica con le mani in mano….).

A pagina  9 della relazione al bilancio di previsione del Comune di Milano per l’anno in corso si identifica come “delicato  argomento da risolvere in futuro .. quello della compatibilita' dell’espansione della spesa corrente dei Settori e Servizi con la volonta' espressa di mantenere fermo il livello di pressione Tributaria locale”. Gia', come si fa?

 

A Roma! A Roma!

 

Una soluzione puo' naturalmente essere andare a chiedere maggiori fondi allo Stato ed in questa direzione si e' mosso il Sindaco Albertini negli ultimi giorni di ottobre. Vedremo.

Va dato atto che il cosidetto Patto di Stabilita' (in pratica l’effetto degli accordi di Maastricht sui bilanci dei Comuni, l’impegno a determinati vincoli nell’indebitamento) crea problemi reali e la legislazione in pratica favorisce i Comuni di minori dimensioni.

Inoltre Milano ha i problemi di una metropoli di 2 milioni di abitanti (perche' tanti ci transitano giornalmente) e le entrate tributarie di una “media citta'” da un milione di abitanti e rotti.

Ma non sara' facile ottenere finanziamenti straordinari un po per ragioni di equita' con gli altri Comuni ed un po perche' le difficolta' milanesi sono piu' di capacita' progettuale che non di difficolta' finanziarie (gli analisti che a Scienze Politiche hanno realizzato qualche tempo fa un bel seminario sulla finanza pubblica cittadina e gli alti funzionari del Comune concordano sul fatto che Milano ha ancora una riserva di capacita' di indebitamento propria).

 

E’ tutta colpa (questa volta) della SEA….

 

I fondi richiesti da Albertini a Roma riguardano in parte il sistema dei trasporti (prolungamento della linea 1 della Metro, viabilita' della Bovisa) ma anche la Grande Scala (che forse potrebbero pagarsi i milanesi da se).

Le richieste (nell’ordine dei 1000 miliardi) vengono giustificate dalla mancata privatizzazione di una quota (ancora di minoranza) della SEA, l’ente che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa.

Sulla privatizzazione della SEA la minoranza in consiglio comunale non ha avanzato opposizioni di principio ma osservazioni di metodo, per dirla breve sulla mancanza di progetto generale sullo sviluppo futuro degli aeroporti.

 A volte le obiezioni “di metodo” sono in odore di pretestuosita'….non in questo caso, come hanno documentato prima il contenzioso Comune – Alitalia in merito al maggiore o minore utilizzo di Malpensa da parte della compagnia di bandiera nazionale (Alitalia in sostanza minaccia di spostare l’asse dei propri collegamenti internazionali ancora di piu' su Fiumicino) e la scandalosa questione della sicurezza a Linate (che al momento arriva al tragicomico epilogo del semi-blocco di Linate da parte dell’Enav – in quanto a Linate non si garantisce neanche il cambio delle lampadine – ed all’indefinibile decisione di Fossa di dimettersi…dalla presidenza del circolo del Golf!).

 

Buone notizie da Sesto

 

L’area dismessa dell’ex Ercole Marelli (a due passi dalla nostra zona 2) sara' recuperata con un piano concordato tra il Comune di Sesto ed il gruppo immobiliare Pasini, proprietario dei terreni.

I progetti riguardano 400 mila metri quadri tra viale Edison a Sesto e via Adriano a Milano: 180 mila saranno destinati a parchi, piazze, strade, ed edifici pubblici. Saranno quasi diecimila i lavoratori occupati nell’area fra Enel, Wind, Banca Intesa, Abb.

E molti saranno pendolari in meno verso Milano. Egualmente in direzione del decentramento va il trasferimento nell’area (che tutto sembra oggimen che periferia) di un migliaio di studenti di Scienza della Comunicazione.

Si tratta di un investimento da 1000 miliardi per il quale le ruspe dovrebbero iniziare a muoversi nell’ottobre 2002. Rispetto ad una prima edizione del progetto,e' stata eliminata la strada parallela a viale Monza.

I parcheggi saranno interrati ed una parte dell’area sara' riservata esclusivamente al passaggio di mezzi pubblici.

 

 Aurelio Volpe - da MartesanaDue, novembre 01